Scienza e Arte nell’Anno della Luce

Dal 5 marzo al 21 giugno alle Scuderie del Quirinale c’è una mostra di opere di Matisse. Ne sono venuto a conoscenza grazie alla pubblicità esposta un un autobus in servizio che mi precedeva mentre tornavo a casa dal lavoro (vedi foto). La DSC_0433pubblicità mi ha subito colpito per un particolare. Per capire perché è necessario sapere che nel mio ruolo di Delegato alla Comunicazione Scientifica della Facoltà di Scienze di Sapienza Università di Roma, sto curando una mostra, che dovrebbe inaugurarsi a fine settembre, sul tema della luce, in occasione della proclamazione del 2015 come Anno Internazionale della Luce.

Quello che mi ha colpito della pubblicità è il quadro in essa riprodotto: “i pesci rossi”, realizzato nel 1911. Nel quadro Matisse dipinge una vasca con quattro pesci rossi che non si vedono solo attraverso le pareti trasparenti del vaso che li contiene, ma anche attraverso la superficie libera dell’acqua, cioè da sopra (vedi figura a destra). Di sicuro abbiamo avuto piú volte quest’esperienza che consiste nel vedere due immagini dello stesso soggetto.

matisse pesci rossiLa spiegazione del fenomeno è data dalla rifrazione che la luce subisce provenendo dai pesci e passando attraverso le pareti del recipiente dall’acqua ai nostri occhi, ma anche dagli stessi pesci agli occhi attraversando la superficie libera dell’acqua. I due percorsi sono diversi e diverso è l’angolo del quale sono deviati i raggi luminosi, ma hanno la caratteristica di partire da uno stesso punto e di raggiungere entrambi i nostri occhi facendoci percepire due immagini dello stesso soggetto.

È lo stesso fenomeno che mi permette di sorprendere i bambini delle primarie ai quali propongo il seguente esperimento: metto una moneta da due euro sul fondo di una ciotola dalle pareti opache posta al centro d’un banco. Li faccio quindi disporre in circolo attorno alla ciotola e chiedo loro di allontanarsi fino a quando non riescono piú a vedere la moneta. A questo punto verso acqua nella ciotola e magicamente la moneta riappare. A questo punto basta chiedere ai bambini di spiegare perché per far partire un’interessante dibattito scientifico che di solito giunge alla spiegazione corretta abbastanza rapidamente.

Suggerisco ai miei colleghi insegnanti di prepararsi, in occasione dell’Anno della Luce, una lezione integrata di geometria (in particolare di geometria analitica), ottica e arte: i vostri studenti non dimenticheranno piú le Leggi della rifrazione e l’opera di Matisse e di altri pittori che hanno riprodotto situazioni simili.

Di certo ancora una volta si dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che arte e scienza sono tra loro strettamente legate e che, al contrario di quanto pensano in troppi, non è affatto vero che le spiegazioni scientifiche distruggono la poesia di certe manifestazioni della Natura o dell’arte: semmai è vero il contrario! È proprio la possibilità di spiegare razionalmente certi fatti che li rende ancor piú affascinanti. Che meraviglia ci sarebbe se un fenomeno fosse opera di un mago o di qualcosa di soprannaturale? L’abilità di un prestigiatore desta certamente piú ammirazione della constatazione del possesso di poteri magici. Allo stesso modo la spiegazione scientifica di un fenomeno che induce sentimenti di stupore e meraviglia non fa che rafforzare questi sentimenti, dal momento che se ne possono godere tutti, ma proprio tutti, gli aspetti.

Solo chi conosce la fisica di un tramonto può apprezzarne fino in fondo la bellezza, e solo uno sciocco può pensare che la conoscenza dei fenomeni che permettono alla luce del Sole di produrre un tale meraviglia la renda arida e meno godibile di chi non la conosce.

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