Monteverde Scratch Day 2015

Il 9 maggio 2015 si celebra in tutto il mondo lo Scratch Day: un evento dedicato alla diffusione di Scratch, un linguaggio di programmazione per computer appositamente sviluppato per bambini sotto i 12 anni.

Anche quest’anno mi è stato chiesto di tenere un corso veloce di Scratch per i bambini delle terze della scuola primaria “Giorgio Franceschi” di Roma, a cui si sono aggiunti i ragazzi delle prime della media “Fabrizio De André“. Entrambe fanno parte dell’Istituto Comprensivo di Via Fabiola, che promuove quest’attività con entusiasmo.

Così anche quest’anno celebriamo, con 110 bambini, il nostro Monteverde Scratch Day. L’appuntamento è alle 11:00 presso la scuola Franceschi, da dove saremo collegati in videoconferenza con altre scuole nelle quali si è svolto un progetto analogo, grazie alla online meeting room di Scientix. Con noi ci saranno l’Istituto Comprensivo “B. Lorenzi” di Fumane (VR), grazie a Tullia Urschitz, Italian Scientix Ambassador, e altre scuole da Rovereto, Venezia, Treviso, Romania e Slovenia, oltre ad altri ospiti come Eleonora Oantò di Dschola, che organizza l’Italian Scratch Festival, Michele Moro dell’Università di Padova e Alessandro Bogliolo dell’Università di Urbino, ambassador europeo della CodeWeek.

Noi di Roma abbiamo svolto, nella primaria, tre progetti sull’acqua: una classe ha realizzato un’animazione per spiegare gli stati dell’acqua (solido, liquido e gassoso); un’altra ha prodotto un cartone che illustra il ciclo dell’acqua e una terza ha lavorato sull’importanza di evitare lo spreco di acqua producendo un gioco nel quale bisogna raccogliere le gocce d’acqua che cadono dall’alto con un catino. I lavori dei bambini sono tutti condivisi attraverso il sito di Scratch all’indirizzo https://scratch.mit.edu/users/ICViaFabiola/. I ragazzi delle medie invece hanno realizzato progetti diversi, secondo i loro interessi.

Durante il nostro Scratch Day punteremo a dimostrare che la tecnologia non va temuta, ma dominata. Faremo vedere come all’epoca di Gutenberg gli intellettuali tromboni sdegnavano la sua invenzione della stampa a caratteri mobili con l’argomento che nessuno avrebbe mai comprato un volgarissimo libro stampato! Qualcuno oggi avrebbe il coraggio di sostenere che senza quella tecnologia oggi staremmo meglio?

E che dire di Gioachino Rossini che temeva talmente tanto il progresso che dovette essere costretto da un amico a salire su un treno di cui aveva il terrore? Rossini pensava che i treni avrebbero portato l’umanità intera alla rovina e dopo il suo primo (e ultimo) viaggio scrisse un divertentissimo pezzo che consigliamo di ascoltare: un petit train de plaisir.

 

Nel brano Rossini descrive in musica di un avventuroso e pericolosissimo viaggio in treno, con tanto di incidente, morti e feriti. Lo spartito è costellato di didascalie che illustrano le scene musicali. Chi direbbe oggi che i treni sono un’invenzione diabolica?

E oggi tutti parlano del fatto che a causa di Internet e della possibilità di stare online anche al telefono le persone stanno diventando asociali. Guardate le foto sotto e immaginate che
le persone abbiano smartphone invece che giornali tra le mani. antisocial-2   antisocial-1

C’è forse qualche differenza rispetto a quanto vedete oggi?

Una sì, c’è. Ed è che le persone che vedete nelle foto, per incontrare una persona in un’altra città o in un’altra nazione, doveva prendere un treno e viaggiare per ore se non per giorni. Leggere il giornale in treno è un’attività molto meno social rispetto a quella che consiste nell’usare l’e-mail, i social network o le chat. Oggi i nostri bambini possono parlare con quelli di Fumane o della Slovenia grazie alla tecnologia.

La rete e le nuove tecnologie, insomma, sono un formidabile strumento di aggregazione: basta saperlo usare! Non avete idea di quanto siano aggreganti i progetti nati sulla rete: la comunità di Scratch, ad esempio, ha organizzato, nella stessa giornata e in modo del tuttoprivo di qualsiasi coordinamento centrale, ben 300 eventi sparsi in tutto il mondo!

Untitled

Per non parlare delle community come Arduino, Linux e simili, che riuniscono persone con estrazioni e interessi diversissimi, che fino a ieri non si sarebbero parlate: programmatori e filosofi, artisti e ingegneri, matematici e letterati.

Anche molti nuovi lavori stanno emergendo, grazie alle nuove tecnologie, mentre quelli più antichi si possono svolgere in modo innovativo e senza rinunciare alla tradizione: ci sono centinaia di agricoltori, artigiani e simili che grazie alle nuove tecnologie affrontano la crisi economica in maniera efficace continuando a distribuire prodotti realizzati secondo i metodi tradizionali. Se volete avere solo una piccola idea di che cosa bolle in pentola guardate qui: http://www.chefuturo.it/.

Non vogliamo che i nostri bambini diventino tutti programmatori di computer, novelli Bill Gates o Steve Jobs, ma è importante che capiscano come funzionano queste macchine e che la tecnologia è uno dei modi in cui si può esercitare la propria fantasia e la propria voglia di scoprire il mondo. Del resto non si studia la Divina Commedia perché tutti diventino come Dante né tantomeno perché s’impara a scrivere in italiano (chi scrive così oggi?). Si studiano Dante, l’arte, la musica, la storia e la matematica perché più si conosce e meglio si vive. E chi di noi non vorrebbe un futuro migliore per i nostri figli?

Se hai partecipato allo Scratch Day o al corso di Scratch ti preghiamo di riempire il questionario che trovi qui.

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