La meccanica quantistica è incomprensibile?

Qualche giorno fa è uscito questo articolo su Repubblica.it. Si parlava di un libro scolastico che un’utente (con l’apostrofo perché si tratta di una donna) di Twitter (@roccaverrastro) segnalava per la presenza di una corbelleria relativamente alla forza di gravità. Nel libro incriminato, la cui foto compare nello stream dell’utente che l’ha segnalato, si dice testualmente: “[la diminuzione della forza di gravità con la distanza] è ben evidente osservando gli astronauti in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove l’intensità della forza di gravità è ridotta al punto che persone e oggetti devono essere ancorati a dei sostegni per non volare nell’abitacolo“.

Bene hanno fatto coloro che si sono prodigati nello spiegare che le cose non stanno affatto così (inclusa Samantha Cristoforetti, meglio nota come @AstroSamantha) e quindi non starò qui a spiegare per l’ennesima volta che il motivo per cui gli astronauti fluttuano senza peso non è affatto che alla quota della ISS la gravità non c’è (come farebbe se no a orbitare?), ma perché di fatto la ISS è in perenne caduta libera.

Userò invece questo episodio come pretesto per discutere un paio di argomenti che m’interessano molto di più: l’autorevolezza dei libri (in generale, non solo di quelli di testo) e il convincimento che la meccanica quantistica sia del tutto contro-intuitiva.

Sull’autorevolezza dei libri

La critica più frequente ai contenuti che si trovano sulle pagine del World Wide Web o WWW (non di Internet, che è l’infrastruttura sulla quale il WWW funziona) è la loro presunta inattendibilità o inaffidabilità. Poiché chiunque è libero di scrivere quel che vuole sul Web, la maggior parte dei suoi contenuti sarebbe del tutto inaffidabile e comunque, anche qualora il contenuto di una pagina (come quelle di Wikipedia, ad esempio) fosse corretto, sarebbe unicamente il frutto di un copia-incolla e non di una conoscenza profonda e certificata dell’argomento.

Forse che non è la stessa cosa per i libri? Di libri inattendibili ce ne sono a bizzeffe (basta pensare a tutte le sciocchezze pubblicate sull’esoterismo, sugli alieni e su numerosi altri fenomeni “misteriosi”). Pubblicati da case editrici talvolta serissime. Anche gli autori più affermati, in fondo, fanno del copia-incolla. Non è che io, che scrivo di fisica, ho costruito da solo tutta la conoscenza che rendo pubblica! L’ho imparata sui libri scritti dai miei predecessori. Perciò, quando scrivo di fisica, almeno in parte, non faccio altro che riscrivere ciò che chi mi ha preceduto ha scritto.

Gli editori non controllano affatto la correttezza di quanto si scrive su un libro. Chissà perché la maggior parte delle persone pensa questo. Agli editori importa solo che il libro sia privo di errori tipografici e che sia di relativamente facile lettura. Per questa ragione ingaggiano copy-editor e grafici. Non assumono referee per i contenuti. Per quelli, al massimo, si affidano alla reputazione dell’autore. Il quale può anche essere un premio Nobel, ma non per questo è infallibile. Di scemenze ne dice chiunque (anche il sottoscritto). Dunque non mi stupisce che su un libro di scienze si possano trovare affermazioni non corrette. L’importante è che l’autore le faccia correggere una volta segnalate.

Non si tratta di un caso così infrequente. Un caso molto diffuso è quello secondo il quale gli aerei volano grazie alla portanza generata dal profilo alare che costringerebbe l’aria che passa sopra l’ala a viaggiare più rapidamente di quella che passa al di sotto, provocando così una differenza di pressione che sostiene il velivolo. Quest’affermazione, molto diffusa anche su testi di livello universitario, appare meno sconvolgente di quella sulla gravità del libro incriminato, solo perché l’argomento è molto meno noto. Ma è un’affermazione del tutto sbagliata! Non c’è nessun motivo per cui l’aria che viaggia sopra un’ala dovrebbe sentirsi autorizzata a correre di più rispetto a quella che viaggia sotto!

Sull’innaturalezza della meccanica quantistica

I miei colleghi che insegnano nelle scuole superiori lamentano che sarebbe molto difficile insegnare la fisica moderna ai loro studenti perché i fenomeni previsti da quest’ultima sono del tutto estranei al senso comune. Forse che la fisica classica è intuitiva?

Il testo segnalato in apertura di questo post dimostra che non è affatto così. La gente vede gli astronauti fluttuare senza peso nello spazio. Cosa deve pensare, se non che in quel punto non esista la forza di gravità? Sembrerebbe una spiegazione del tutto naturale. O no?

Il primo e il secondo principio della dinamica ci dicono che un corpo non soggetto a forze si muove di moto rettilineo uniforme. Ma chi l’ha mai visto? Tutti noi abbiamo evidenza del contrario! Un corpo si muove (di moto rettilineo uniforme o di qualunque altro tipo) solo se applichiamo una forza su di esso! Non s’è mai visto un oggetto muoversi a prescindere dall’applicazione di una qualche sollecitazione. Del resto non è un caso che per soppiantare la teoria dell’impetus ci siano voluti quasi due millenni.

E le forze fittizie? Ne vogliamo parlare? Tutte le forze che i fisici dicono che “non esistono” sono forse le uniche delle quali abbiamo esperienza diretta: sono quelle forze che si provano affrontando una curva stando nell’abitacolo di un’auto o sull’autobus quando frena o parte bruscamente; o ancora sulla giostra dei “calcinculo” e che ci permette di sollevarci rispetto alla posizione assunta quando la forza è ferma. Non esistono? Come sarebbe che non esistono?

Il lavoro compiuto da un facchino che spinga una cassa lungo un piano inclinato o che la sollevi alla stessa quota verticalmente è lo stesso. In più, il lavoro fatto dal facchino per tenere la cassa in braccio, ferma, è nullo. Ma davvero?

Ogni insegnante di fisica sa che le gambe (di metallo) e la seduta (di legno) delle sedie occupate dai suoi studenti sono (evidentemente) alla stessa temperatura. Però toccando con le mani la seduta e le gambe si prova una sensazione di caldo nel primo caso e di freddo nel secondo. Come la mettiamo?

Come si vede chiaramente, non è affatto vero che la fisica classica sia più facile di quella moderna perché più intuitiva. Al contrario: la mia opinione è che la fisica classica sia molto meno intuitiva di quella quantistica. Il fatto è che ancora non ci siamo liberati dal fardello di Newton, benché siano ormai trascorsi un centinaio d’anni dalla nascita della fisica quantistica. Del resto, se ancora non ci siamo liberati dal fardello di Aristotele per quel che riguarda la fisica classica come si può pretendere che in un tempo così breve ci si convinca che le cose non stanno esattamente come pensava Newton?

Ma, per favore, non dite che più che la meccanica quantistica non si capisce!

 

 

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