didattica, make, spin-off

È uscito “Fisica con Arduino”

È in distribuzione da oggi il volume “Fisica con Arduino” da Zanichelli editore. Si tratta di un manualetto per le scuole superiori nel quale s’introduce la programmazione di Arduino attraverso lo studio sperimentale di problemi di fisica.

Come amo dire spesso, nei miei libri di argomenti legati all’informatica e alla programmazione, non troverete mai il programma “Hello, World”. Non che io non l’apprezzi! In fondo è pur sempre un capitolo della storia del calcolo automatico d’importanza fondamentale, tanto da meritarsi una voce su Wikipedia. E io sono un appassionato cultore di questa storia e pagherei per avere nel mio studio l’originale dell’oggetto sotto riprodotto.

Hello_World_Brian_Kernighan_1978.jpg (584×640)
Il programma “Hello, World”, scritto da Brian Kerninghan

Solo che a me piace essere originale e distinguermi da tutti gli altri. Nel mio libro, l’equivalente di “Hello, World” è un programma che permette di misurare l’intensità della radiazione luminosa che giunge su un sensore analogico:

void setup () {
  Serial.begin (9600); // attiva la comunicazione
} 

void loop() {
   int a0val = analogRead(A0); // legge il pin A0
   Serial.println(a0val); // lo scrive sul monitor
   delay (100); // attende un decimo di secondo
} 

Attraverso la sua lettura (e, sopra tutto, la pratica) s’impara meglio la fisica e s’impara a programmare una scheda Arduino per fare molte più cose, anche più interessanti, che possono condurre a ottenere lavori migliori e meglio pagati, quando si sarà diventati grandi e sufficientemente esperti.

Arduino, infatti, è stato una vera rivoluzione nel settore dei microprocessori, democratizzando questo settore, prima appannaggio di pochi specialisti. In un prossimo futuro, praticamente tutti i dispositivi elettronici dipenderanno dalla capacità delle persone di utilizzare la tecnologia di Arduino, che ha spostato la complessità della progettazione dall’hardware al software: come diceva Calvino “è il software che comanda” (Lezioni Americane, la leggerezza).

Tutti gli esperimenti sono realizzati usando materiale facilmente reperibile ed economico. L’esperimento più costoso è stato realizzato con un vagoncino di un trenino elettrico e tre binari dritti (che si vendono sfusi per una spesa totale di una ventina di euro).

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