Fondamenti di Fisica

È uscita la VI edizione del volume “Fondamenti di Fisica” di James Walker, edito da Pearson, curata da me.

Il volume è destinato all’insegnamento universitario della fisica nei corsi di scienze (per i corsi di laurea in fisica è troppo elementare).

La curatela di un volume scritto da altri è sempre un’operazione delicata, dato che ogni docente ha le sue preferenze su quale sia il miglior approccio a certi argomenti.

Nello svolgere questo compito mi sono imposto di mantenere fede all’impostazione data al testo dall’autore, anche laddove non ne condividessi del tutto l’approccio (del resto l’insieme dei libri di testo di cui condivido l’approccio è praticamente nullo). Del libro di Walker condivido l’impostazione generale, che si caratterizza per un’esposizione fluida e semplice dei temi di fisica, che inizia sempre da osservazioni, spesso tratte dall’esperienza quotidiana, e che si arricchisce di particolari, con i concetti che emergono su aspetti particolari e diventano sempre più generali. Un’altra caratteristica di questo testo è che la matematica è ridotta all’essenziale, senza però mancare di rigore o di generalità. Questo ne fa un testo ideale per quei corsi nei quali gli studenti non possiedono una solida conoscenza della matematica.

Ho rivisto il linguaggio utilizzato nella traduzione italiana, riformulando alcune parti del testo nella forma attiva, più snella e fluida di quella passiva, che nella lingua originale è al contrario molto usata, senza alterarne i contenuti. Ho invece posto particolare attenzione a modificare gli esempi che facevano riferimento a situazioni pericolose, eredità di un passato nel quale non si prestava la dovuta attenzione alla sicurezza, nonché a mantenere un equilibrio di genere.

Per esempio, in un caso ho trasformato un esercizio svolto nel quale un alpinista doveva saltare un crepaccio (azione assolutamente da evitare) in un esercizio nel quale un atleta di parkour doveva saltare tra due terrazze. Si tratta sempre di una situazione pericolosa, ma quanto meno è regolamentata e di certo non si esegue il movimento se i terrazzi non sono a distanza ragionevole. In un altro caso non ho potuto fare a meno di mantenere l’esempio (una sua sostituzione con un altro avrebbe comportato nuove illustrazioni, non contemplate dall’editore), ma ho aggiunto una postilla. Si tratta degli esempi in cui un ferroviere sale la scaletta esterna di un vagone ferroviario mentre questo è in moto. Nel testo ho spiegato che una situazione del genere era molto comune qualche tempo fa, quando non si prestava attenzione alla sicurezza, e che nel testo (che ha una storia di oltre 20 anni) l’esempio è rimasto per inerzia.

L’età del testo si manifesta anche in una scarsa attenzione alle questioni di genere. Gli astronauti, per esempio, sono sempre maschi (anche se Valentina Tereskova ha viaggiato ha bordo della Vostok nel lontano 1963). Ho dunque ritenuto giusto chiamare Stefania l’astronauta dell’esempio nel capitolo della relatività, che parte lasciando a Terra il povero Francesco. Ho anche fatto sostituire un’immagine in cui una donna si manteneva in equilibrio precario su un piede mentre puliva i vetri. L’ho sostituita con un’immagine in cui una donna in tailleur, evidentemente una manager, si sistema una scarpa (non sono riuscito a trovare di meglio sui siti di immagini professionali cui avevo accesso: segno che la strada per la parità è ancora lunga).

La principale novità introdotta in questa edizione è l’inclusione di videolezioni, presenti sulla piattaforma online, in cui si mostra come eseguire esperimenti usando strumenti come gli smartphone o le schede Arduino. Gli esperimenti sono illustrati in tutte le loro fasi: dalla realizzazione degli apparati sperimentali, che impiegano solo materiali facilmente reperibili, alla presa dati, fino alla loro analisi. Ogni esperimento non è pensato, come tradizionalmente avviene, come una “dimostrazione” sperimentale della validità delle leggi fisiche, ma piuttosto come l’elemento a partire dal quale si possono formulare tali leggi, restituendo loro il ruolo che hanno nel processo scientifico.

Nel manuale sono presenti due pagine di riferimento nei capitoli interessati, mentre i filmati sono accessibili dal sito che accompagna il volume My Pearson Place.

Infine (e non è una novità di poco conto) ho convinto l’editore a reintrodurre nel testo cartaceo le pagine con gli esercizi, che erano state rimosse dalle passate edizioni per trovarsi solo online. L’abbondante varietà di esercizi presenti faceva del Walker un testo molto interessante, ma lo spostamento online aveva convinto molti colleghi ad adottare libri di autori ed editori diversi.

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